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Canto me stessa

Ha una bella voce e una personalità che si nota, a partire da quei capelli rosa, che però al Festival di Sanremo sono stati schiariti di tonalità. Elodie Di Patrizi è stata una delle protagoniste dell’ultima edizione del talent di Maria De Filippi, Amici ed è arrivata sul palco dell’Ariston circondata da tante aspettative.elodie

Lei non le ha deluse: ha fatto bene, dimostrando di avere un’ugola a cinque stelle e capacità di stare sul palco. La sua è una carriera giovane, ma ricca di belle premesse: in questo periodo Elodie, con tutta la sua energia, è impegnata in una serie di concerti dove canta i brani del suo cd di debutto, Tutta colpa mia. Una chiacchierata con lei dopo il Festival era d’obbligo.

L’intervista

Da Amici al Festival di Sanremo: come hai vissuto queste esperienze intense?
Amici è stata una scuola pazzesca, un’esperienza incredibile. A Sanremo non mi sembrava vero di esserci, vivevo con un miscuglio di felicità, giusta paura e rispetto di quel palco. È stato un sogno esserci.

Hai pubblicato l’album Tutta colpa mia: cosa intendi dire con questo titolo?
È la presa di coscienza di una crescita. Ho messo sul tavolo tutto ciò che sono, nel bene e nel male, e sto riordinando i pezzi. Farlo mi serve per crescere, appunto. Spero che si senta questa maturazione anche dal punto di vista musicale: ho avuto un grande scambio di opinioni e idee con autori e produttori, è stata un’esperienza elodieche mi ha arricchita tantissimo.

Come ti ha arricchita?
Emozionandomi, ma in particolar modo facendomi scoprire lati di me che non conoscevo. Questa è stata la prima volta in cui mi sono trovata a lavorare in uno studio di registrazione, quindi ho capito cose su me stessa che non immaginavo.

Dicono che tu sia una ragazza tosta, oltre che molto emotiva.
Mi emoziono con facilità, questo è vero. Sul fatto di essere tosta, non saprei, non penso. Di certo se credo in qualcosa mi impegno al massimo e non cedo, questo sì. Bisogna credere in un sogno con tutte le proprie forze. E poi, io ho tanta voglia di fare.

Per ora ti circondi di abili autori per le tue canzoni: un giorno ti piacerebbe scriverle da sola?
Sì, in futuro spero di esserne in grado. Adesso direi che sono appena nata come cantante e va bene così: un passo alla volta. Mi concentro sull’essere un’interprete credibile.

Come ci riesci?
Penso che bisogna cantare con il corpo, con la mente e con il cuore. Hai tre minuti per comunicare tutta te stessa in ogni sfumatura: emozionante e bellissimo, ma nonelodie così semplice. Cantare parole scritte da altri è una responsabilità ma devo dire che gli autori, a partire da Emma Marrone, mi hanno cucito perfettamente addosso i brani che interpreto.

Andare al Festival e uscirne con tanti consensi è un po’ come una “laurea” per un cantante? Tanti interpreti giovani hanno detto che essere su quel palco equivale alla conferma di essere un professionista.
Non è stato il mio caso. Andare a Sanremo per me era un sogno, ma tutti a casa hanno sempre pensato che fossi una cantante e che era quella la carriera su cui mi ero avviata. Anche se mia madre ogni tanto mi prende in giro.

C’è un segreto che ti ha insegnato Amici?
Premesso che ho imparato tantissimo (non poteva essere diversamente!), per stare sul palco, in tv o meno, bisogna essere spontanei e veri. La verità paga. Credo che anche al Festival la caratteristica della mia canzone che più è arrivata al pubblico sia stata la sincerità: io cantavo me stessa, e questo si è capito. Oltre a tutto questo, e in maniera più complessiva, Amici ti forma come persona, è una scuola di vita. 

Qual è l’ultima cosa che fai prima di salire sul palco?
Cerco di calmare la mente, affollata da mille pensieri. Mi concentro sul respiro, faccio un bel sorriso e vado. Cerco di rispettare ogni palco sui cui salgo. Non sono scaramantica e non ho riti particolari.elodie

Ci racconti la tua giornata tipo?
Non potrei. A parte il fatto che non sono per niente metodica, ogni giorno da Amici in poi è stato diverso. Quello che non è mai mancato, in ogni singola giornata, è stato il confronto con le persone con cui ho lavorato.

Ti riferisci solo al confronto musicale?
No, in generale. Ho bisogno di confrontarmi su tutto, per crescere e anche per superare certe dinamiche personali. Però vi posso dire com’è la mia giornata ideale.

Con tanta musica, non è difficile indovinarlo.
Sì, in studio a cantare e anche a studiare. Il mio è un impegno costante, ce la metto tutta per migliorarmi.

© Francesca Binfarè-Mondo Erre
 
 
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©AGOSTINO LONGO
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