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Un palco per tre

L’unione fa la forza e… del buon pop. È quello che devono aver pensato Nek, Max Pezzali e Francesco Renga, protagonisti di un evento unico ed eccezionale perché (quasi sicuramente) irripetibile.

Infatti, dal 20 gennaio, a partire da Bologna, l’inedito trio si esibirà nei principali palasport italiani stando sempre insieme sul palco, dunque unendo e mescolando i loro brani più celebri. «Una cosa che faremo una volta nella vita», conferma Francesco Renga. Ecco cosa ci hanno raccontato.

L’intervista

Cosa potete dirci di questo progetto?
Max Pezzali: Che lo stiamo ancora studiando, quindi i dettagli sono in via di definizione. Certamente possiamo dire che è nato dall’amicizia che ci lega.

Francesco Renga: Non volevamo limitarci a cantare insieme, cosa che abbiamo fatto con il singolo Duri da battere, su proposta di Max che ha scritto il brano.nek Avevamo voglia di giocare e divertirci con la musica. L’idea di questo spettacolo è nata dopo che Max ci ha chiamati per finalizzare il singolo: è una dimensione che, così come l’abbiamo pensata, è nuova per tutti e tre. Saremo insieme costantemente sul palco, con un’unica band.

Nek: In effetti, tutto nasce da Duri da battere, poi abbiamo pensato di fare qualcosa di unico e probabilmente irripetibile. Saremo tre individui che, durante il concerto, diventano un’unica persona.

Arrivate tutti e tre da tour di successo, però non è automatico che il pubblico che vi seguirà nel prossimo sia la somma di chi è venuto ad applaudirvi singolarmente…
Nek: Non è detto che si sommi, però il nostro è un pubblico trasversale, conosce i brani di tutti e tre e insieme proponiamo qualcosa di nuovo e speciale. A noi interessa condividere le nostre canzoni, è questo il punto fondamentale. La condivisione è sempre un bel momento. 

Max: Potremmo dire che abbiamo sottoinsiemi di pubblico comune, che seguono tutti e tre almeno nelle canzoni più note. Abbiamo dei brani che sono riconoscibili, magari altri lo sono meno, ma scambieremo e misceleremo i pezzi cercando stimoli nuovi per noi e per il pubblico.

Siete artisti popolari e le vostre canzoni sono hit, siete stati giudici nei talent, avete fatto il Festival di Sanremo: alla luce del vostro indiscusso successo, nekquanto sentite di mettervi in gioco con questi concerti?
Francesco: Sentiamo di metterci in gioco perché è un live che faremo probabilmente una volta sola nella nostra carriera. Normalmente, il meccanismo della discografia prevede che si faccia un album, lo si promuova e lo si presenti dal vivo: ognuno ha i suoi brani e la sua scaletta, stop. Stavolta non è così, non avremo tre scalette diverse. Dopo tantissimi anni in giro per l’Italia torniamo a giocare, reinterpretando l’uno i successi degli altri. E lo faremo in maniera diversa, uscendo dal nostro repertorio ed entrando in quello degli altri due: qui sta il divertimento.

Max: Potreste chiedervi a questo punto: “Max come esce dal confronto con due voci meravigliose come le loro?” (ride, nda). Certe parti di Duri da battere non le avrei scritte se non avessi saputo che le avrebbero interpretate Francesco e Nek.

Com’è nato Duri da battere?
Max: Lo avevo scritto l’anno scorso ma non l’ho inserito in Astronave Max perché non trovavo la chiusa giusta. Però poi l’ho completato in un giorno, quando è nato questo progetto in trio. Mi piaceva l’idea di rafforzare vocalmente questa canzone, con la complicità di due amici.
Per quanto riguarda il senso del brano, dire che siamo duri da battere non è un atto di superbia: non siamo imbattibili ma un po’ tosti sì, perché cambia la musica, cambiano i gusti ma noi nel nostro piccolo siamo ancora qua. Vogliamo esprimere l’orgoglio di continuare ognuno nel nostro percorso seguendo la nostra storia e buttando il cuore oltre l’ostacolo.

Il prossimo capitolo della “vostra storia” sarà un album in trio?
Nek: Potrebbe essere un’idea. Non escludiamo niente, bisogna vedere cosa accadrà. Intanto, precisiamo che le date del tour non sono definitive ma solo le prime confermate. Questo è un viaggio, vedremo dove ci porterà. 

© Francesca Binfarè-Mondo Erre
 
 
Nilus
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©AGOSTINO LONGO
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