Extra
Formula abbonamento
La Buona Notizia
La Buona Notizia
Spazio scuola
Scarica dai link qui sotto i pdf delle guide ai libri di Valerio Bocci.

LE PARABOLE SPIEGATE AI RAGAZZI

Scarica tutta la guida

I DONI DELLO SPIRITO SANTO SPIEGATI AI RAGAZZI

Introduzione
DONI

LE BEATITUDINI SPIEGATE AI RAGAZZI

Introduzione
BEATITUDINI

10 COMANDAMENTI SPIEGATI AI RAGAZZI
10 COMANDAMENTI

GUIDA ALLA LETTURA DELLE MEMORIE DELL'ORATORIO

Scarica tutta la guida
Guida Memorie

GUIDA ALLA LETTURA DI CHE RAGAZZI!

Scarica tutta la guida
Guida Che ragazzi
chiudi_box
01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11 01 02 03 04 05 06 07 08 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10

La neve si tinge di rosa

Il sogno è quello di far rivivere la leggenda della “valanga rosa”. Lo sci al femminile ha avuto negli anni ruggenti campionesse in grado di tenere la scena da protagoniste assolute. Senza scomodare Celina Seghi, il “topolino delle nevi” che fu la prima italiana a vincere una medaglia ai Mondiali negli anni Cinquanta, basterebbe citare i nomi di Deborah Compagnoni, Ninna Quario, Isolde Kostner o Irene Karbon per rievocare le stagioni magiche dello sci italiano.

Stagioni che le ragazze di oggi, da Sofia Goccia a Federica Brignone, da Nadia Fanchini a Manuela Moelgg, cercheranno orgogliosamente di riproporre. Senza dimenticare Marta Bassino e Chiara Costazza.

Atleta dell’anno

La leader indiscussa, premiata dalla Fisi come “atleta dell’anno 2017”, è Sofia Goggia, bergamasca dal carattere solare che ha il pregio di affrontare anche le prove più impegnative con il sorriso sulle labbra. Nessuna come lei, se ne valutiamo l’eclettismo. Nella passata stagione per dire, due successi in Coppa del mondo e ben undici podi in quattro specialità diverse e terzo posto assoluto in classifica generale oltre a un bronzo mondiale. goggia

Crescono le attese, naturalmente, ma non cresce in maniera proporzionale la tensione. Un atteggiamento anomalo? Sofia lo spiega citando “Itaca”, una poesia di Costantino Kavafis che è diventata il suo leit motiv: “Stammi senza pensieri”. Facile a dirsi, ma all’atto pratico? «Ancora più facile: ho lavorato tanto e con intelligenza, quindi non ho motivo di preoccuparmi».

E le avversarie? «Una su tutte: la mia grande rivale Ilka Stuhec, campionessa iridata e detentrice della Coppa del mondo di discesa. Ma è proprio pensando a lei che in estate mi sono allenata come una forsennata. In certi momenti, quando proprio non ce la facevo più, il solo pensiero diventava la mia benzina. La nostra è una rivalità positiva: ci battagliamo in pista poi andiamo insieme a fare shopping o a berci un caffè. Le altre avversarie? La Worley, come sempre, la Rebensburg e soprattutto Lindsey Vonn, cui devo la scelta di fare la sciatrice. Alle Olimpiadi del 2006 mi ha entusiasmato, non avrei mai pensato di arrivare un giorno a gareggiare con lei e addirittura di poterla battere».

All’epoca Sofia aveva 14 anni e fino a quel momento l’idea di inforcare gli sci da professionista non l’aveva neppure sfiorata. Viene infatti da una famiglia borghese, la madre insegnante di lettere, il padre ingegnere edile con l’hobby della pittura, il fratello a sua volta ingegnere ma meccanico, con un passato alla Mc Laren. Nessuna l’ha spinta e neppure assecondata. La madre, Giuliana, ha cercato addirittura di dissuaderla ma alla fine, a convincere tutti, sono stati proprio l’equilibrio e la determinazione di Sofia.

goggia«Il nemico da combattere – confida – è soprattutto la monotonia. Giri il mondo ma incontri sempre la stessa gente e non vedi l’ora di uscire dal cerchio. Io mi difendo con la meditazione. Lo faccio da autodidatta, senza pretese, però mi accorgo che mi aiuta a guardarmi dentro con distacco, mi rende più riflessiva. I libri? La saggezza del dubbio del filosofo Alan Watts, ll profeta di Gibran ma anche il Vangelo. Ho avuto un’educazione cattolica, sono una credente e vado a messa a Bergamo, dove abito, anche perché c’è un parroco che ha storie interessanti da raccontare».

Si è raccontato spesso di una rivalità che la divide da Federica Brignone, l’altra “stella” della nostra Nazionale. In realtà è storia vecchia. Le due hanno avuto qualche problema, in passato, ma il loro rapporto non ne ha risentito. «Il fatto di essere in competizione – commenta Sofia – non può che migliorarci».

Nata sulle piste

A differenza di Sofia, Federica Brignone viene invece da una famiglia che l’ha addirittura spinta sugli sci quando aveva solo due anni. Un passo obbligato. La mamma, Ninna Quario, ha fatto parte della leggendaria “valanga rosa” con quattro vittorie in Coppa del Mondo mentre il padre, Daniele, è un maestro e un allenatore di grande esperienza. «La neve – racconta – è sempre stata per me un motivo di gioia. Ricordo quando mi… parcheggiavano dai nonni, a Courmayeur: scivolavo giù da una pista e provavo una gioia indescrivibile. Lo sci, evidentemente, ce l’avevo nel sangue».

Ventisette anni, una laurea in scienze motorie, anche Federica vanta in carriera un curriculum di tutto rilievo con cinque vittorie e quattordici presenze sul podio in Coppa del mondo, un titolo iridato juniores e un argento al Mondiale. Ma il momento più significativo, per i colori italiani, si è materializzato il 19 marzo scorso quandobrignone Federica si è aggiudicata lo slalom gigante di Aspen davanti alle compagne Sofia Goggia e Marta Bassino per uno storico podio tutto tricolore, il cui unico precedente risale allo slalom gigante di Narvik del 1996 (Compagnoni, Panzanini, Kostner).

Proprio il sogno di far rivivere i fasti di due decenni fa, quando la “valanga rosa” dettava legge, a garantire alle nostre atlete la classica marcia in più. Ed è proprio la presenza in famiglia di mamma Ninna, che ha un po’ il suo carattere, a stimolare Federica. Lo sci entra di riffa o di raffa in tutti i discorsi, soprattutto adesso che al fianco dell’atleta valdostana c’è un fidanzato ufficiale, il discesista francese Nicolas Raffort. Un bene o un limite? «Il segreto – risponde – è nell’equilibrio, una dote che non si improvvisa e che va coltivata. L’educazione che ho avuto in famiglia è stata fondamentale».

Contro gli infortuni

Se parliamo di famiglia, ecco che il nome delle sorelle Fanchini, Nadia, Elena e Sabrina diventa consequenziale. Tutte e tre hanno contribuito ai successi del nostro sci anche se Sabrina, la più giovane, è stata costretta ora a chiudere l’attività per un grave infortunio. Proprio gli infortuni, peraltro, hanno costellato anche la carriera di Nadia e di Elena, costrette ogni volta a ripartire da zero, sostenute da un carattere irriducibile. 

fanchiniNative di Artogne, un paese della Val Camonica, Nadia ed Elena hanno quasi sempre gareggiato in parallelo ottenendo, nonostante i tanti problemi fisici, risultati di rilievo. Nel palmares di Nadia figurano tre ori ai Mondiali juniores, un oro e un argento in quelli assoluti oltre a due vittorie e a dieci podi in Coppa del Mondo; in quello di Elena un argento ai Mondiali assoluto, un argento e un bronzo ai mondiali juniores oltre a due vittorie e due podi in Coppa del Mondo. Porteranno anche quest’anno quel contributo di tenacia e di esperienza che le ha rese uniche nel panorama del nostro sci.

© Adalberto Scemma - Mondo Erre
 
 
Nilus
Nilus
©AGOSTINO LONGO
Nilus


Gli amici di MondoerreGli Amici di Mondoerre

  

Gli amici di Mondoerre

01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 www.scuola.elledici.org www.igiochidielio.it BimboBell www.oratoriosing.it/ www.associazionemeter.it www.tremendaonline.com www.dimensioni.org www.esemalta.com www.noivicenza.it www.davide.it 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10