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La depressione dei campioni

Ormai, sono già quattro gli assi dell’NBA, l’elite del basket statunitense, che hanno dichiarato il loro disagio nella lotta contro la depressione: DeRozan (nella foto), Love, Oubre e, per ultimo, Bosh.

Lo stesso Bosh ha guadagnato, in carriera, 110 milioni di dollari, ma che i soldi non assicurino la felicità è un dato di fatto non solo accettato dal mondo laico, ma soprattutto dal mondo religioso.

Quante volte Gesù, nella sua predicazione, ha ricordato la prevalenza del benessere spirituale, rispetto a quello materiale, che può svanire nello spazio di una notte, se lanesti morte fisica, come un ladro, si insinua, all’improvviso, in casa nostra!

Di conseguenza, il consiglio del Signore è: «Fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma» (Lc 12,33).

In pratica, nel momento in cui le luci dei riflettori accese e la massima attenzione popolare, sono l’unico parametro della gioia, accade che, a luci spente, si piombi in un buio peggiore di quello delle persone non benestanti, e non famose, già abituate a ciò.

Il salvagente “interiore”

È indispensabile trovare la propria dimensione soddisfacente nel rapporto con Dio, con se stessi, con la famiglia, e con gli amici veri, in modo tale che, qualsiasi cosa accada, nella propria vita pubblica, esista un “salvagente” interiore, alimentato da valori umani autentici. 

Negli anni Sessanta, negli Stati Uniti, Robert Kennedy si chiese se aveva senso l’equazione Prodotto Nazionale Lordo in crescita uguale felicità dei cittadini in crescita.

Tre mesi prima di essere assassinato, disse a centinaia di universitari: «Io ho un sogno diverso, perché il PIL non misura arguzia, coraggio, saggezza, conoscenza, compassione, devozione per il Paese. Misura ogni cosa, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta».

Molti si scandalizzano, e hanno le loro ragioni, al cospetto di certi guadagni, ma da Gesù e Robert Kennedy la via della gioia è meno semplice di quanto appare, e comunque, con un vantaggio: è una ricchezza alla portata di tutti!

LA SCHEDA
La Lega dei fuoriclasse

La Lega più famosa del mondo che concentra, di fatto, negli Stati Uniti quasi tutti i migliori giocatori di pallacanestro in circolazione, è nata a New York il 6 giugno 1946. È il frutto della fusione tra la Basketball Association of America e la rivale National Basketball League, avvenuta nel 1949, che ha dato vita così alla famosa NBA (National Basketball Association).

Tra i meriti della NBA c’è quello di aver dato ai cestisti afroamericani la possibilità di giocare nel campionato già nel 1950, in piena segregazione razziale. All’epoca, fu un segnale coraggioso per cambiare la società.

Quando nacque, la NBA era composta da 11 squadre. Successivamente, ci furono espansioni, riduzioni e rilocazioni fino ad arrivare alle 30 squadre attuali (29 delle quali statunitensi ed una canadese).

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