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Il regno degli alberi

A volte l’apparenza inganna. Sembrano silenziose, immobili, destinate a fare da cornice ad un paesaggio o ad abbellire aiole, viali o giardini. Niente di più falso. Le piante sono tenaci e capaci di sopravvivere a eventi catastrofici. Sulla Terra da 510 milioni di anni, oltrepassano i secoli e mettono in atto sofisticate astuzie per difendersi. Non hanno rivali: sono molto più resistenti degli animali. 

Il regno vegetale ha straordinarie capacità di adattamento. Fiori, arbusti, alberi,p muschi, cespugli possono vivere negli ambienti più disparati, mimetizzarsi per sfuggire ai predatori e persino muoversi senza consumare energia.

Per lo scienziato italiano Stefano Mancuso, le piante sono “intelligenti”. Nel suo libro Plant Revolution mette in luce le loro straordinarie abilità: è “intelligente” perfino una muffa, il Phisarum polycephalum, un organismo unicellulare che sa trovare la strada più breve per raggiungere il suo cibo favorito, l’avena, in un labirinto. Concludendo, il futuro è nelle mani del verde. 

Ossigeno e grande memoria

Le stime più attendibili dicono che conosciamo soltanto il 10, 20% delle specie vegetali del pianeta. Un mondo poco conosciuto, ma fondamentale per tutti. Intanto, senza le piante non ci sarebbe l’ossigeno che uomini ed animali respirano. In più, lo studioso ha svelato che hanno una memoria di ferro.

Succede ad esempio alla sensitiva (mimosa pudica), pianta perenne originaria dell’America Latina. Quando si sente minacciata, chiude le foglie. Se, però, viene ripetutamente sfiorata con delicatezza, ad un certo punto capisce che non c’è nulla da temere e non si richiude più. A distanza di un mese, sottoposta di nuovo allo stesso stimolo, non chiude più le foglie. Quindi è in grado di ricordare che in quel pgesto non c’è nulla di pericoloso. 

Secondo Mancuso, le piante possono vedere: questo spiegherebbe perché la boquilla, una pianta che vive in Cile, riesca a mimetizzarsi perfettamente. È capace, difatti, di prendere le sembianze delle foglie dell’albero su cui si arrampica, cambiando forma, colore, dimensioni, consistenza, mettendo persino le spine. Un comportamento spiegabile solo immaginando una specie di capacità di “vedere” il mondo che la circonda.

La boquilla, dunque, riconosce forme e colori delle piante che le stanno intorno, e si adatta perfettamente a queste. Per gli studiosi, si può imitare qualcosa solo conoscendo quello che si vuole imitare. E poi, sanno anche “comunicare”: distinguono quelle che appartengono alla propria famiglia da quelle che fanno parte di un’altra specie.

Niente fuga, tanta pazienza

Se gli animali scappano di fronte ai pericoli, gli alberi non possono farlo. Devono affrontare tutte le situazioni, anche le più critiche, con le risorse che hanno a disposizione. Così, ogni loro parte è diventata resistentissima: si può abbattere il 90% di una pianta senza ucciderla.

Infatti, il loro grande punto di forza è proprio questo: tutte quelle funzioni che negli animali, e nell’uomo, sono svolte da organi specifici come cervello, polmoni, occhi, nelle piante sono distribuite su tutto il “corpo”: una caratteristica che le rende praticamente invincibili

In più, rimanendo ferme, hanno sviluppato, come unica possibilità di sopravvivenza, una grande abilità nel percepire i cambiamenti con larghissimo anticipo. Se una pianta cresce in un ambiente più caldo e con meno acqua, per esempio, imparerà come resistere alle difficoltà e lascerà in eredità questa conoscenza alla generazione successiva. Se poi la nuova arrivata non avrà gli stessi problemi, perderà l’informazione.

Sono capaci di sentire minime variazioni, captare campi elettrici, magnetici, impercettibili cambi di luminosità. E, quando noi non avvertiamo ancora nulla, loro giàp sanno che tra qualche giorno arriverà più freddo o maggiore calura. Non avendo organi per vedere, ascoltare, reagire, hanno sviluppato un eccellente sistema… d’allarme.

Ogni cellula vegetale è un organo di senso sofisticato e molto completo, in grado di percepire il tocco, la pressione, le vibrazioni, le variazioni elettriche e chimiche. In più, tutte le cellule possono produrre e trasmettere segnali elettrici per comunicare tra di loro.

Un formidabile alleato sono le radici. Spesso sono milioni e milioni: ogni estremità della radice, detta apice radicale, lavora insieme alle altre come se fosse collegata in una rete: così, anche quando la pianta perde quasi tutte le radici riesce a sopravvivere e continua a comunicare con gli altri organismi vegetali.

Secondo gli scienziati, ogni apice radicale è in grado di rilevare una quindicina di diverse sostanze chimiche e di segnali provenienti dalla terra e dall’aria. Tanto per rendere l’idea, una piantina di grano ha seicento milioni di apici radicali: un singolo apice percepisce almeno una ventina di stimoli chimici e fisici contemporaneamente.

Dalla notte dei tempi

Fin dalla loro comparsa sul pianeta, le piante si sono distinte per la loro forza nel non soccombere agli eventi naturali. Circa seicento milioni di anni fa iniziò la vita sulla terraferma e, da allora, le strade di animali e piante si separarono. Entrambi svilupparono strategie di conquista e di sopravvivenza; mentre i primi si organizzarono per muoversi alla ricerca di cibo, spostarsi negli ambienti più adatti alle loro esigenze e scappare di fronte ai pericoli, le seconde si adattarono al territorio restando aggrappate al suolo.

Scelta che si rivelò vincente: oggi non esiste angolo del pianeta che non sia colonizzato dal verde. Secondo le stime degli studiosi, addirittura l’80% di tutto ciò che è vivo sulla Terra è costituito da vegetali. Nell’ultimo decennio sono state scoperte nuove specie, al ritmo di circa duemila per anno, eppure sembra che tantissime siano ancora ignote. 

pProprio perché non possono scappare, le piante sono molto più sensibili rispetto agli animali: il loro unico modo di resistere è capire quel che succede con grande anticipo, in modo da potersi modificare in tempo. Quell’apparente immobilità è stata la loro carta vincente. Tanto da diventare indispensabili ed insostituibili. E non solo per l’ossigeno, ma anche per il cibo: l’intera catena alimentare, quindi anche le sostanze di cui si nutrono gli animali, si basa sulle piante.

Oggi tre specie vegetali, grano, mais e riso, forniscono da sole circa il 60% delle calorie consumate dall’umanità. Arriva dai vegetali buona parte dei tessuti con cui ci vestiamo e il 90% dei principi attivi usati in medicina. Per non parlare dell’uso del legno in edilizia e nell’arredamento. Un motivo in più per non distruggere in modo scriteriato l’ambiente in cui viviamo.

© Gianna Boetti-Mondo Erre
 
 
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