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Nella casa dei talenti

All’inizio fu il Collegio

A Milano sta cominciando a piovere ma il maltempo non sembra fermare le decine di ragazzine che – con l’ombrello in una mano e il pennarello per l’autografo nell’altra – si sono messe in fila fuori dalla libreria dove stanno per fare la loro comparsa gli House of Talent. Le urla entusiaste che salgono da piazza Duomo verso la balconata riservata agli influencer dimostrano a colpo d’orecchio l’adorazione che undici ragazzini si stanno guadagnando da parte dei loro coetanei.

Il merito è innanzitutto del Collegio, il reality show trasmesso dalla Rai che hahouse trasportato 18 ragazzi di tutta Italia in una scuola media anni Sessanta, coinvolgendoli in una vera e propria gara di sopravvivenza. I capelli corti e ben ordinati, l’olio di fegato di merluzzo per colazione, i professori severissimi e soprattutto la mancanza di tecnologia per quattro settimane mettono a dura prova la classe, costringendo gli alunni a fare gruppo per arrivare sani e salvi agli esami finali.

4 milioni di follower

Ritornati nel 2018, però, i protagonisti del programma tv non si sono persi di vista e molti di loro hanno deciso di farsi conoscere meglio di quanto già fatto attraverso lo schermo. Tra questi ci sono Federico Mancosu, 18 anni, Maddalena Sarti e Brunella Cacciuni, entrambe sedicenni, che a Mondo Erre hanno raccontato la housenuova vita da influencer. Il merito di aver riunito tra loro i compagni di collegio è di Matteo Altieri, 22enne di Melzo e capitano dell’House of Talent, che con il gruppo ha iniziato a organizzare eventi e vacanze estive per teenager.

Così, in appena un anno di attività, House of Talent ha racimolato oltre 130mila follower sull’omonima pagina Instagram (ma sommando i follower dei singoli ragazzini si arriva a 4 milioni) e scritto addirittura un romanzo per ragazzi dal titolo Il sogno ha inizio, da poco pubblicato per Fabbri.

I primi mattoni della “casa”

Matteo, spiegaci la storia di House of Talent di cui sei il creatore. 
Siamo il primo gruppo di influencer in Italia. Oggi si punta sempre sul singolo, noi invece ci muoviamo come una squadra e così facciamo vivere il senso di appartenenza in noi e nelle persone che ci seguono. Insieme andiamo in giro, organizziamo eventi e le cosiddette summer edit: esperienze estive in cui i ragazzi possono sentirsi parte della ciurma. Il metodo funziona: quando siamo insieme il numero di chi ci segue aumenta. 

Ma com’è nata?
È stata un’ispirazione notturna che ho avuto due anni fa, all’uscita del Collegio 1, avendo avuto modo di lavorare con il cast. Chi esce da un reality show non è interessante come persona in sé, ma come parte del programma: quando finisce lo spettacolo, anche tu scompari.
La mia idea è stata quella di permettere ai giovani protagonisti di farsi conoscere meglio e di comunicare contenuti diversi rispetti a quelli del reality. Ogni ragazzo di House of Talent oggi sta raccontando chi è e cosa sa fare: ballare, cantare,house recitare… 

Che iniziative avete fatto finora? 
Il 3 settembre 2017 c’è stata la prima summer edit. Avevo uno spazio per fare vacanze a Rimini e così abbiamo invitato 150 ragazzi, dai 9 ai 20 anni, a trascorrere qualche giorno in una sorta di “casa del talento”. Al pomeriggio facevamo laboratori di danza, recitazione e canto; ma in generale abbiamo inventato un posto in cui chiunque può essere protagonista senza essere giudicato.
Quest’anno poi abbiamo fatto un lunghissimo tour, portando un piccolo spettacolo nei centri commerciali d’Italia. C’è chi danza, chi balla, chi fa le challenge: i fan si divertono e possono incontrarci di persona.

“È un divertimento”

Ragazzi, ditemi: il successo vi ha cambiato?
Brunella: La mia giornata tipo non è cambiata tanto, cerco di rimanere con i piedi per terra. Ho cercato di concentrarmi sulla danza, che pratico a livello agonistico: vado a scuola, mangio, poi vado a danza e alla sera studio. Ovviamente non posso trascurare i social: ai ragazzini fa piacere vedere che faccio e di conseguenza anche a me.
 
Maddalena: Come è iniziato, il successo potrebbe finire presto… Sono la stessa di un anno fa: diciamo che, rispetto ad allora, adesso penso a cosa raccontare e far vedere ai fan. Ci vuole tempo ma mi organizzo: a volte ho pomeriggi in cui ho troppo da studiare e dico a chi mi segue che non ci sarò per un po’.

Siete giovanissimi: come giudicano i vostri genitori questo lavoro? 
Brunella: I miei non lo vedono come un lavoro ma come un divertimento. Mi appoggiano fino a un certo punto: se ho un’interrogazione, mi dicono di dedicarmi di più allo studio. 

Maddalena: Da una parte sono contenti e si divertono, dall’altro è un impegno anche per loro. Mia mamma vuole seguirmi sempre, ma ci sono dei momenti in cui è in difficoltà con il lavoro oppure con mio fratello più piccolo.

Federico: Non si potrà andare avanti tutta la vita a fare quel che facciamo. La cosa houseimportante è prenderla come un divertimento, così non ti fai aspettative e prendi quello che capita.

Lo pensate davvero?
Benedetta: Certo: uno deve cercare di aprirsi più porte possibili. A cominciare dalla scuola. Io per esempio quest’anno, oltre alla danza, ho iniziato anche a fare recitazione. House of Talent per noi è un’opportunità in più, ma non bisogna puntarci tutto. 
Maddalena: Ovviamente dipende da persona a persona. Anche nel nostro gruppo c’è chi ci crede molto, forse troppo, e ormai ritiene di fare l’influencer per lavoro: noi non la vediamo così. 

I nostri sogni

Il progetto nasce dal Collegio in cui avete vissuto come negli anni Sessanta: avete trovato qualcosa di bello nel passato? 
Brunella: Tutto! La rigidità delle regole mi ha aiutato molto. Non ero una sbandata, però dovere sottostare categoricamente a delle indicazioni ti mette davvero in riga. Poi non avevamo la tecnologia e questo ci ha permesso di creare un rapporto vero: per questo Maddalena, Federico e gli altri sono i miei migliori amici. 

Federico: Noi siamo nati con i telefoni e siamo stati buttati in un’epoca dove invece abbiamo dovuto relazionarci di persona con gli altri dalla mattina alla sera. Si dà un peso diverso agli sguardi, alle parole e s’impara a dare valore a ogni cosa. Noi, per esempio, siamo abituati a mangiare pasta, invece in collegio c’erano piatti come lingua di mucca e cervello: questo ci ha fatto capire il valore della nostra quotidianità. 

Oggi, qual è il vostro sogno?
Federico: Lo stesso di prima. Continuare a studiare recitazione, come sto facendo adesso in una scuola americana a Milano.

Brunella: Io vorrei continuare con la danza e – chissà – magari entrare nel corpo di ballo di un teatro importante come l’Opera o la Scala.house

Maddalena: Per ora continuerò a studiare, l’anno prossimo mi vorrei iscrivere a scienze della formazione, poi mi piacerebbe fare la fotomodella.

Oggi il libro, domani una canzone

Che progetti ha in cantiere House of Talent?
Matteo: Ci sono tante novità per il nuovo anno ma non posso fare spoiler… Posso dire che a dicembre usciremo con un singolo di Natale che presenteremo in Piazza Duomo a Milano, durante la cerimonia di accensione delle luci. È emozionante vedere cosa può fare l’unione: da un reality, siamo arrivati a incidere una canzone che racconta cos’è Natale per noi.

Intanto, voi che vivete su Instagram e Whatsapp, avete già scritto un libro di carta…
Federico: È stato un modo per unificare il gruppo e spiegare cosa per noi rappresenta House of Talent. La storia è inventata e si basa sull’esperienza del Collegio. Però c’è amicizia e gruppo: due valori importanti per noi anche nella realtà.

Brunella: È vero che alla tecnologia ci teniamo però nelle nostre summer edit vietiamo il telefono e i ragazzi possono usarlo solo 10 minuti alla sera per comunicare con i genitori. In questo modo si è creato un bel rapporto tra i partecipanti e molti di loro hanno legato così tanto che oggi si sono riuniti da varie parti d’Italia per venirci a trovare.
È bello interagire con chi ci segue, cerchiamo di stare vicino ai ragazzi, uno per uno. Sembra una cosa banale ma altri influencer non lo fanno, limitandosi a sorrisi di cortesia. Noi non siamo degli idoli, ma dei ragazzi tali e quali ai nostri fan. 

©Mondo Erre - Ilaria Beretta
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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