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Chi va piano…

Immobile e mimetico

L’estrema pacatezza del bradipo è davvero la sua salvezza. Il mammifero più lento del mondo è sulla terra da 64 milioni di anni. E non è un caso: la flemma è la sua strategia per garantirsi la sopravvivenza. Ne sono convinti gli studiosi che, recentemente, hanno anche scoperto che il bradipo non dorme tutto il giorno, ma solo per 8 o 10 ore. Il resto del tempo lo passa a muoversi molto, molto tranquillamente, mantenendo sempre lo stesso passo: velocità massima di 250 metri all’ora. Mentre in acqua è un agile nuotatore.   

Piazzato quasi sempre sulla cima degli alberi della foresta pluviale del centro e sudbra America, sospeso tra i rami, con lunghi artigli che gli assicurano una salda presa alla corteccia, mangia foglie che hanno pochissime calorie: se il cibo impiega in media 16 giorni per attraversare il suo apparato digestivo, la camminata rallentata gli permette di non sprecare troppe energie e di regolare la temperatura corporea.

Per scappare dai predatori, ovviamente, non ha scelto la fuga. Ma ha puntato tutto sul mimetismo. Un vero maestro in questa tecnica. Proprio perché rimane così immobile, sul suo pelo, molto ispido, cresce una serie di alghe, che gli donano dei caratteristici riflessi verdi, diventando invisibile nella vegetazione. In più, questa capacità di stare fermo e di muoversi al rallentatore non attira l’attenzione dei predatori, soprattutto giaguari, aquile arpie e ocelot, abituati a cacciare prede in movimento.

Calma uguale vita

Nella lista dei più lenti al mondo c’è il loris, un primate notturno originario delle foreste dello Sri Lanka. Mani simili a quelle di un essere umano, si sposta con movimenti da contorsionista leggeri e aggraziati. Peso di circa 350 grammi, lunghezza tra i 20 e i 25 centimetri, muso corto ed appuntito con due enormi occhioni locircondati da una specie di mascherina marrone, arriva a percorrere circa 2 chilometri all’ora.

Stessa distanza coperta anche dal koala, il “piccolo orso” che è molto abile ad arrampicarsi e passa quasi tutta la vita sugli alberi di eucalipto dell’Australia, unico posto al mondo in cui vive. Grazie ad una parte posteriore del corpo molto morbida, sta comodamente seduto anche sui rami più alti. Così, tiene sotto controllo il “panorama”, oltre ad essere fuori mano dai suoi possibili aggressori. Un modo per proteggere anche i piccoli, che stanno appollaiati dentro al marsupio della madre. 

Gusci e penne

Alla sicurezza, può tornare utile anche un bel guscio protettivo. È il caso delle tartarughe e del loro carapace: una struttura resistente che le rende indigeste ai predatori e le ripara dagli urti. Così, se è vero che il loro passo è lento anche per il peso di questo scudo naturale, è altrettanto vero che è stato proprio questo a garantire la loro sopravvivenza nei secoli.

La tartaruga del deserto percorre circa 300 metri all’ora, ma il suo carapace così tenace le ha concesso di avere alle spalle 200 milioni di anni. Ancora più lenta la tartaruga marina, che può vivere fino a 150 anni e fa non più di 40 metri all’ora.
Con tutta calma, dalla notte dei tempi sono arrivate pure le lumache: in 550 milioni di anni, percorrendo circa mezzo metro l’ora, sono riuscite a sopravvivere ed evolversi. 
La loro salvezza, oltre al guscio a spirale, l’odore che emanano, che le protegge daibec nemici, rendendole discretamente disgustose e stomachevoli.

A questo, va aggiunta la capacità di andare in letargo per moltissimo tempo, non solo in inverno. Infatti, la lumaca può cadere in una specie di stato di “ibernazione” anche d’estate, per il caldo eccessivo o in mancanza di cibo. Addirittura, alcune specie di chiocciole possono digiunare 7 anni.
 
La beccaccia americana è invece l’uccello più rilassato del mondo: abita nei boschi del Nord America ed ha il corpo gonfio con zampe corte e becco lungo e affilato. Vola per 5, 8 chilometri all’ora e di notte. E sempre in basso, perché adora stare al suolo.

In acqua al rallentatore

Se i coralli sono i veri campioni di immobilismo, restando sempre fermi, non da meno è la stella marina, che quando si sposta non raggiunge il metro all’ora. Ci sono più di 2000 tipi di stelle marine, tutte molto diverse fra loro, ma ugualmente lente, che si lasciano trasportare dalle correnti oceaniche. E ancora, i cavallucci marini, una cinquantina di specie: nuotano solo in senso verticale e restano in uno stesso luogo tutta la vita. Facendo nemmeno un metro all’ora. 

Tra i mammiferi marini, il più lento è il lamantino, detto anche “mucca di mare”, che nuota al massimo a 5, 8 chilometri l’ora: anzi, non sembra che nuoti, ma che galleggi in totale tranquillità. Ama stare nascosto nelle acque poco profonde del mare dei lamCaraibi e dell’Oceano Indiano, dove passa tutto il giorno a mangiare e riposare. Per questo accumula molto peso, fino a 400, 500 chili. Una mole che diventa la sua salvezza, insieme ad una bella pellaccia: è così dura e spessa da essere indigesta anche per lo squalo toro, il suo principale nemico, che finisce col cercare prede più tenere. 

A proposito di squali: hanno il problema opposto. Devono nuotare il più velocemente possibile per catturare le prede. Tuttavia, c’è un’eccezione: è lo squalo della Groenlandia, che si aggira in acqua alla pacata velocità di poco più di un chilometro all’ora. Per compensare, usa l’astuzia: si avvicina di soppiatto alle foche quando dormono nell’acqua o si apposta vicino ai buchi nel ghiaccio e le afferra quando si tuffano. Ma difficilmente attacca. La sua migliore arma di difesa è la sua carne tossica: se ingerita, produce effetti simili a una sbronza.

© Gianna Boetti-Mondo Erre

 
 
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©AGOSTINO LONGO
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