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I sogni sono come le favole

Tre album, una storia

Niccolò Moriconi, nome vero di Ultimo, ha pubblicato lo scorso aprile il suo terzo cd. Si intitola Colpa delle favole e rappresenta un nuovo capitolo della storia iniziata nel 2017, con l’album Pianeti. Quel disco raccontava, attraverso una dimensione di fantasia, la storia di un ragazzo arrabbiato che aveva un obiettivo da raggiungere aultimo tutti i costi. Nel 2018 è arrivato il cd Peter Pan, che descriveva la realizzazione dei sogni: attraverso una metafora, il personaggio tentava di evadere dal quotidiano.

Oggi abbiamo Colpa delle favole, 13 nuove canzoni in cui il protagonista scopre che quel mondo che ha sognato non basta, e non corrisponde a quello che immaginava. Insomma, questo lavoro di Ultimo si interroga su illusioni, successo e realtà.

Illusione e realtà

Colpa delle favole è il titolo dell'album ma è anche il titolo della canzone che lo apre. Che colpa hanno le favole?
È colpa delle favole se sono diventato ciò che sono adesso. Io mi illudo, cioè mi immergo nel sogno e credo nelle cose. La realtà però ti fa ricordare che le favole sono belle ma va preso tutto il pacchetto, compreso il “ritorno alla base”. Mi illudo facilmente e probabilmente sono troppo fragile per dare la colpa a me stesso, quindi devo trovare un colpevole: ho scelto che questo colpevole siano le favole.

Niccolò, a 23 anni hai alle spalle due Festival di Sanremo e già scritto tre album. La tua vita ha preso una velocità pazzesca: si chiama successo. Che rapporto hai con tutto questo?
Successo è una parola pericolosa. Ogni lavoro ha i suoi pro e contro. Anche mestieri ultimoche portano alla fama hanno dei contro, ma molto più accettabili di quelli di altri lavori: penso a chi non può permettersi un regalo ai figli a Natale, ad esempio. Per questo ritengo accettabili i contro dell’essere famosi, anche se il mio successo è arrivato in tre anni, in fretta, con tanti eventi tutti insieme.

Non ho avuto il tempo di metabolizzare e di adattarmi gradualmente alla nuova situazione. I cambiamenti avvenuti nella mia vita mi hanno destabilizzato, ma so di essere fortunato perché non tutti hanno ciò che meritano, quindi sorrido a tutto quello che mi arriva.

Ultimo e Niccolò

Tornando indietro, cambieresti qualcosa di ciò che hai fatto in passato?
Sì. Non credo molto a chi dice che rifarebbe tutto esattamente nello stesso modo. Io cercherei di essere meno bastian contrario, meno finto ribelle.

Piccola stella è la prima canzone che hai scritto in assoluto?
Sì, a 14 anni. È la prima canzone vera, scritta dall’inizio alla fine. Quelli precedenti erano abbozzi.

Come mai l’hai inserita solamente adesso in un disco?
Non era adatta a quelli precedenti. In Pianeti ho cercato di mettere consapevolezza nei testi, Peter Pan era un disco più astratto. Questo invece è un album che varia di più, c’è un pezzo reggae, uno parlato, cose lente e più movimentate. Ci stava davvero tutto, anche Piccola stella.

Che tipo è Niccolò?
Sono una persona con un carattere un po’ “incasinato”, apprezzo le cose semplici. Mi piace mangiare un piatto di pasta con gli amici, che non sempre conoscono le mie canzoni (ride, nda). Una serata al parcheggio con loro la passo, quando capita.ultimo Nonostante il successo è fattibile. La nostra amicizia è autentica, io cerco di essere autentico e coerente: non scendo dal palco e mi tolgo il cappello da artista, Niccolò e Ultimo pensano le stesse cose.

Allo stadio

Il prossimo 4 luglio chiuderai il tour con La favola, una data evento allo stadio Olimpico di Roma. Da romano com’è suonare a casa, in uno spazio così grande e importante?
L’emozione raddoppia sempre quando suoni nella tua città. Io non ho mai sognato di cantare in uno stadio perché era una prospettiva che vedevo lontana. Spero di reggere l’emozione.

Ci saranno differenze sostanziali tra i concerti del tour in corso e questa grande serata?
Ci sarà differenza nel contesto, non nell’esibizione: anche se canterò in uno stadio non cambierà il rapporto con chi ascolterà. La favola sarà un evento unico. Con ospiti, ma ancora non so quali: bisogna trovare gli spazi nei calendari di tutti.

Quali sogni hai ancora da realizzare?
Ne sono pieno. Sogno significa non solo raggiungere qualcosa ma mantenere ogni giorno quello che hai conquistato.

© Francesca Binfarè-Mondo Erre

 
 
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©AGOSTINO LONGO
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